Migliore lavastoviglie del 2019: costi, migliori prodotti, recensioni, opinioni

La lavastoviglie è tra gli elettrodomestici più amati dalle donne. E non solo! Come potrebbe essere il contrario? Questi apparecchi hanno cambiato la vita di tante persone. Famiglie e single non riescono più a farne a meno. Con il passare degli anni questo elettrodomestico è sempre più presente tra le nostre quattro mura. In passato, invece, la lavastoviglie veniva considerata un prodotto di lusso, destinato a pochi. Oggi, fortunatamente, questa macchina può essere acquistata con maggiore facilità.

Ma cosa bisogna sapere prima di comprare una lavastoviglie? Qual è il modello migliore? Occhio, naturalmente, sia ai consumi idrici che a quelli elettrici. Inoltre è fondamentale prestare una particolare manutenzione per evitare danni e soprattutto per garantire a questo importante elettrodomestico una lunga durata. In questa guida approfondiremo più aspetti: vedremo come si sceglierà il giusto ciclo di lavaggio, come bisogna caricare in modo esatto le stoviglie dopo comunque averle sciacquate nel rubinetto, come fare piccoli interventi di manutenzione ordinaria e come procedere con la pulizia. Seguiteci e non ve ne pentirete!

La lavastoviglie: cos’è e a cosa serve?

La lavastoviglie è un elettrodomestico che consente a chi la utilizza di ridurre tanta fatica quando si sta dietro i fornelli e si è poi costretti a lavare a mano pentolame, piatti e posate. Inoltre questo apparecchio permette a chi la usa di risparmiare anche molto tempo. Si tratta di un acquisto importante che, soprattutto negli ultimi anni, ha presentato un forte incremento di vendite. Ovviamente comprare una lavastoviglie non è semplice se non si ha una buona conoscenza del prodotto. E’ fondamentale informarsi sul funzionamento, sui modelli migliori e sulle marche più gettonate prima di presentarsi in un magazzino.

La lavastoviglie rappresenta una soluzione giusta per far fronte alla perdita di tempo ma anche agli sprechi di acqua e di energia elettrica. Bisogna considerare, infatti, il tempo che si impiega per lavare a mano pentole e stoviglie; quanta acqua calda e quanta energia si consuma.

Sia di piccole dimensioni per chi vive da solo che molto grandi per le famiglie numerose o per chi ama avere tanti invitati a casa, la lavastoviglie si presenta in diversi formati. Numerosi pure i programmi per il lavaggio. Sul fronte del risultato, poi, non c’è proprio niente da dire. Al termine del ciclo, le pentole e le stoviglie saranno splendenti. Per un ciclo normale di lavaggio occorrono solitamente 14 litri d’acqua. Per lavare i piatti a mano serviranno almeno 20 litri d’acqua.

Come funziona?

Far funzionare una lavastoviglie è semplice, basta seguire poche e semplici regole. Si caricano i piatti, le pentole e le posate sporche e una volta terminato il lavaggio, tutto sarà lindo e pulito. Una vera e propria “magia”. Il lavaggio delle stoviglie si verifica mediante l’azione dell’acqua e del detersivo.

Scopriamo insieme le varie fasi in modo che l’intero procedimento possa apparire anche ai dilettanti più chiaro:

  • Il tubo di carico trasporta l’acqua nella vasca. Tramite una resistenza elettrica l’acqua verrà riscaldata.
  • La pompa di carico assorbe l’acqua riscaldata e la spinge in direzione degli irroratori. Questi ultimi sono ubicati sotto i cestelli (sia inferiore che superiore).
  • L’acqua viene irrorata.
  • Il detersivo si mescola all’acqua e al sale.
  • Il filtro della lavastoviglie accumula tutti i residui di cibo.
  • Il brillantante agisce nella fase del risciacquo finale.
  • La pompa di scarico assorbe l’acqua facendola convogliare nelle fogne.
  • La temperatura dell’aria nella vasca aumenta e le stoviglie si asciugano man mano. Talvolta è presente pure una ventola che serve ad eliminare l’umidità.

In effetti le operazioni effettuate da una lavastoviglie sono complesse ma assicurano una pulizia impeccabile. Inoltre da parte chi la usa bastano pochi e semplici accorgimenti. Sono sette le fasi del lavaggio di una lavastoviglie: l’incameramento dell’acqua, il riscaldamento dell’acqua, l’aggiunta del detersivo, il lavaggio dei piatti, lo scarico dell’acqua sporca, il risciacquo delle stoviglie e lo scarico del secondo ciclo dell’acqua.

La fase dell’incameramento dell’acqua prevede che il liquido venga prelevato dalla rete idrica per poi andare a convogliare in una vasca. Quest’ultima, nella maggior parte dei modelli, si trova sul fondo della lavastoviglie. Successivamente l’acqua viene riscaldata: la temperatura aumenta tramite una resistenza elettrica. A quel punto lo sportello del detersivo si apre e il sapone viene mescolato all’acqua. L’intero procedimento avviene secondo i tempi stabiliti dal timer e dal programma che abbiamo impostato. Ed ecco che si arriva alla fase più importante: l’acqua e il sapone, tramite gli irroratori, arrivano su tutte le stoviglie.

Una pompa procederà poi allo scarico dell’acqua sporca e via con il risciacquo di piatti, posate e pentole. L’acqua, nuovamente riscaldata, verrà irrorata ma questa volta senza il detersivo. Questa fase serve, infatti, a cancellare qualche ultima traccia di sporco o anche ad eliminare la presenza di detersivo. Per finire lo scarico del secondo ciclo d’acqua.

Un lavoro fantastico e svolto completamente dalla macchina. In cambio cosa chiede la lavastoviglie? Manutenzione e una giusta pulizia che possa avere una cadenza mensile.

Com’è fatta?

Proviamo ad entrare all’interno di una lavastoviglie per scoprire i suoi elementi più importanti e le rispettive funzioni. L’elemento riscaldante è rappresentato da un  elemento metallico, che è in grado di trasformare l’energia elettrica in termica in modo da scaldare l’acqua. Il fluido raggiunge in questo modo la giusta temperatura. Si tratta di elementi che sono spesso vittima della formazione di calcare per il continuo contatto con l’acqua. Occorre, dunque, effettuare una corretta manutenzione.

Altra componente importante di una lavastoviglie è sicuramente la pompa che esercita un duplice compito: da un lato gestisce il getto d’acqua per il lavaggio delle posate, delle pentole e dei piatti, e dall’altra assicura il passaggio dell’acqua nel corso della fase dello scarico. Fondamentali anche gli irroratori che consentono la circolazione dell’acqua all’interno della lavastoviglie. Gli erogatori vanno puliti con una certa frequenza per evitare che i residui di cibo e grasso possano comprometterne il funzionamento.

Come si carica?

Ora passiamo alla parte più interessante. Come dobbiamo caricare la lavastoviglie? Prima di tutto deve essere chiaro ad ognuno di noi che non tutto può essere messo all’interno di questo elettrodomestico. Banditi, sicuramente, il legno, il ferro e la porcellana. Il resto delle stoviglie può essere caricato ma deve essere fatto in maniera giusta. In caso contrario potrebbero rovinarsi o comunque non uscire così pulite.

Bicchieri, tazze, ciotole per il latte vanno collocate nel piano superiore della lavastoviglie e messe a testa in giù in modo che poi non vadano a riempirsi d’acqua. Stesso copione per le pentole e per i tegami che invece vanno messi nel piano inferiore.

Le stoviglie non vanno mai messe l’una sopra l’altra. Si rischia, in caso contrario, che non si puliscano bene. Bisogna poi cercare di tutelare nel migliore dei modi i bicchieri più delicati in modo che non vadano ad urtare con il resto del pentolame. Evitate di mettere contenitori di plastica in prossimità delle resistenze. Potreste, al termine del lavaggio, trovarli del tutto fusi.

Lavastoviglie e risparmio di energia

Usare la lavastoviglie e risparmiare energia: si può fare. E noi vi spiegheremo come. Allora il primo step consiste nello sciacquare i piatti e le stoviglie nel rubinetto in modo che tutte le incrostazioni vadano già via. Ecco che pure il detersivo della lavastoviglie potrà essere messo in quantità inferiore e si potrà evitare il prelavaggio. Noi consigliamo sempre un lavaggio a bassa temperatura in quanto comporta un consumo inferiore di energia elettrica. Il lavaggio a 45° è quello ideale.

Cos’altro fare per evitare che il consumo di elettricità aumenti? Facile, togliamo l’opzione dell’asciugatura e facciamo in modo che le stoviglie possano asciugarsi in modo naturale. Dobbiamo solo aprire lo sportello della lavastoviglie al termine del lavaggio. E se invece non si può togliere? Ci sono alcuni modelli che prevedono, infatti, per forza l’asciugatura delle stoviglie. Allora ecco una seconda soluzione: usate l’asciugatura ad aria fredda.

Altro consiglio fondamentale è quello di utilizzare la lavastoviglie a pieno carico. Se dobbiamo caricarla solo di pochi piatti e bicchieri, allora meglio evitare. In questo caso vi consigliamo di indossare i guanti e di passare al lavaggio a mano.

Ora vi starete chiedendo quale sia il momento ideale per mettere in azione la lavastoviglie. Sicuramente l’elettrodomestico andrebbe usato di notte per risparmiare sul costo dell’elettricità. Se abitate in un condominio, l’unico neo potrebbe essere il rumore. Qualche vicino potrebbe avere da ridire.

Scegli il ciclo di lavaggio giusto

Scegliere il ciclo di lavaggio giusto corrisponde ad utilizzare in modo corretto la lavastovoglie. Ecco perché il nostro suggerimento, prima dell’acquisto, è quello di dare un’occhiata alle varie funzioni dei modelli. Non tutti gli elettrodomestici presentano infatti tante opzioni.

Scopriamo insieme i vari cicli di lavaggio in modo da comprenderne pure le caratteristiche.

  • Il ciclo di ammollo serve a far scomparire tutti i residui di cibo presenti nei piatti, nelle pentole e sulle posate. Certo, per evitare un eccessivo sperpero di energia, andrebbe evitato ogni tanto.
  • Il ciclo breve di lavaggio è pensato soprattutto per piatti, bicchieri, posate e pentole che non sia incrostate. Insomma optate per un ciclo breve nel caso di una semplice cenetta in cui le stoviglie non siano poi così unte.
  • Il ciclo ecologico è tra quelli più consigliati soprattutto quando le posate, le pentole e i bicchieri non siano molto sporchi. Perché? Il lavaggio, dal momento che è eco-sostenibile, avviene ad una temperatura molto più bassa se paragonata a quella del ciclo di lavaggio normale. Diciamo che il ciclo eco è ideale per il quotidiano.
  • Il ciclo energico è quello più forte. Il lavaggio avviene ad una temperatura molto alta: parliamo di circa 70 gradi. Questo tipo di opzione va consigliata nel caso di pentole, bicchieri, piatti e posate incrostate. E’ un tipo di lavaggio che non va effettuato quotidianamente ma solo in determinate occasioni.
  • Il ciclo di asciugatura prevede, come già spiegato dal termine stesso, l’asciugatura delle stoviglie. E’ consigliabile evitare per scongiurare consumi di energia elettrica eccessivi. Basta, infatti, aprire lo sportello e far sì che tutto ciò che è all’interno dell’elettrodomestico possa asciugarsi in modo autonomo. Un po’ come avrebbe fatto nostra nonna, insomma!

Il lavaggio delle stoviglie può essere programmato o anche attivato in modo manuale a seconda dei vari modelli. I prodotti più moderni e tecnologici consentono, infatti, di preparare il lavaggio per poi farlo partire in un secondo momento. Alcune lavastoviglie presentano anche l’opzione “Fuzzy Logic” che permette di verificare il carico e la sua quantità, il livello di sporco e dunque di far partire, in base a tali valori, il ciclo di lavaggio ideale. Si cercherà sempre di scegliere il ciclo giusto per abbassare i consumi ma al contempo preservare le funzionalità dell’elettrodomestico.

I segreti per una corretta manutenzione

Lo abbiamo detto prima e lo ribadiamo: se volete che la lavastoviglie duri a lungo, è necessaria una corretta e costante manutenzione. Ora entriamo nel dettaglio e vediamo quali sono i passaggi da fare per evitare che venga compromesso il suo funzionamento. Attenzione anche a tutte quelle regole che fanno riferimento all’aspetto della sicurezza. Non vanno, infatti, assolutamente trascurate!

Partiamo proprio dall’inizio e dunque dalla fase che prevede l’installazione della lavastoviglie nella nostra cucina. Allora la prima cosa da fare sarà quella di controllare il tubo di scarico. Non deve risultare piegato, né ovviamente compromesso in qualche modo. Non sono consigliati gli adattatori per le prese di corrente ed è invece preferibile chiudere l’acqua e mantenere lo sportello semi-aperto quando non si usa la lavastoviglie per un po’ di tempo.

Altro aspetto importante riguarda la pulizia del filtro. Solo in alcuni casi risulta, infatti, autopulente. Il filtro va pulito con prodotti specifici o aggiungendo al sapone della lavastoviglie un cucchiaino di bicarbonato. Ciò servirà a fronteggiare la formazione di calcare.

Un altro consiglio da non trascurare è quello di usare prodotti naturali per pulire questo importante, e soprattutto utile, elettrodomestico. E’ fondamentale di tanto in tanto sgrassare la lavastoviglie e disinfettarla in modo da eliminare tutti i residui di cibo e anche di calcare. E se volete evitare di acquistare prodotti specifici o anche particolari detersivi per lavastoviglie, continuate a leggere la nostra guida e affidatevi a noi.

Due prodotti naturali molto utilizzati sono l’aceto e il bicarbonato. Si tratta di “ingredienti” che hanno una funzione igienizzante. Servono, inoltre, a cancellare ogni traccia di calcare e di cattivo odore. Ma come possiamo pulire la lavastoviglie con aceto e bicarbonato di sodio? Niente paura. Prendere una pezzolina o anche un panno imbevuto di aceto di vino bianco, passatelo nella parte interna della lavastoviglie e aspettate qualche minuto. Poi sciacquate et voià il gioco è fatto! Questo procedimento, naturalmente, va seguito per una pulizia sommaria. Nel prossimo paragrafo vedremo come va pulita in maniera precisa e corretta la lavastoviglie.

Come pulirla

Per una pulizia completa e duratura possiamo versare nella vaschetta del detersivo della lavastoviglie un litro di aceto bianco e procedere con un ciclo di lavaggio a vuoto. Questa opzione è consigliata quando non si usa la lavastoviglie da un lungo periodo di tempo. Prima di procedere al lavaggio di pentole e bicchieri, meglio un ciclo a vuoto.

Se preferite il bicarbonato di sodio all’aceto, l’operazione non cambia. Se dovete effettuare un ciclo di lavaggio completo, allora dovete inserire nella vaschetta 50 grammi di bicarbonato. Poi naturalmente il peso dipende anche dalla grandezza della lavastoviglie e dalla sua capienza.

Chi è fan del bicarbonato di sodio, in realtà, può utilizzarlo sempre. Per ogni lavaggio, ovviamente, il quantitativo sarà minimo. Basta mettere anche solo un cucchiaino per abbattere ogni cattivo odore. Inoltre il bicarbonato rappresenta un giusto alleato anche per far fronte alla formazione di calcare. Provare per credere!

Modelli e consumo: la tabella

CLASSECONSUMO
KW/H
COSTO PER L'ENERGIA
(Euro/anno)
COSTO PER 5 ANNI DI UTILIZZO
AInferiore a 344Inferiore a 48 €240 €
B344 – 468 Tra 48 e 65 € Tra 240 e 325 €
C469 – 563Tra 65 e 78 € Tra 325 e 390 €
D563 – 625Tra 78 e 87 € Tra 390 e 435 €

Gli elettrodomestici più efficienti sul fronte energetico sono quelli di classe A e B. La classe A presenta, infatti, i consumi più bassi.

I tipi di lavastoviglie

Esistono due modelli di lavastoviglie: a libera installazione e ad incasso. Le apparecchiature a libera installazione vengono dette anche “freestanding”. Sono molto più comode rispetto a quelle ad incasso perché si può scegliere con molta libertà la loro collocazione. Inoltre si adattano ad ogni tipo di cucina. Solitamente si tratta di elettrodomestici ben rifiniti in quanto fungono quasi da elementi di arredo.

La parte superiore delle lavastoviglie a libera installazione sono ricoperte da inox; queste apparecchiature possono essere sia colorate che bianche. Le dimensioni esterne risultano leggermente più grandi rispetto a quelle da incasso. All’interno, invece, la vasca è uguale: la capacità, infatti, non cambia.

Diverso il discorso per le lavastoviglie ad incasso: sono gli elettrodomestici che vanno collocati nel blocco cucina. Ci sta un apposito spazio, solitamente sotto il top dei mobili o anche in colonna con altri apparecchi da cucina, dove è possibile posizionarle.

Le lavastoviglie ad incasso possono essere di vario tipo. Ci sono i modelli ad integrazione totale dove lo sportello è dello stesso colore dei mobili della cucina e la lavastoviglie può essere azionata solo quando è aperta. Ci sono poi i prodotti con pennellatura parziale, ossia dove la parte dei comandi resta scoperta, e quelli con sportello scoperto dove lo sportello resta a vista.

Le dimensioni di una lavastoviglie standard sono: 60 centimetri di larghezza e 85,90 centimetri di altezza. Le apparecchiature larghe 60 centimetri sono capaci di lavare 12-15 coperti. Quelle più piccole, larghe 45 centimetri, riescono a lavare fino a 9 coperti. La profondità classica di una lavastoviglie standard è di 60 centimetri.

Ci sono modelli di lavastoviglie più piccoli, solitamente indicati per monolocali o anche per chi è single, che sono caratterizzati da un’altezza pari a 46 centimetri. Inoltre risultano profondi 48 centimetri e possono essere composti sia a cassetto che ad appoggio. Questi modelli riescono a lavare 4-6 coperti. Insomma sono prodotti ideali per le case più piccole o per chi vive da solo.

Come scegliere la lavastoviglie

Ci sono una serie di fattori da prendere in considerazione quando si decide di acquistare una lavastoviglie. Cercheremo di individuare gli elementi più importanti in modo tale che la vostra scelta possa apparire semplice e veloce. Uno degli aspetti da tenere a mente riguarda naturalmente la posizione sia degli attacchi della corrente elettrica che quelli del carico e dello scarico dell’acqua. Il secondo step è quello dello spazio: quanto ne avete a disposizione?

Se decidete di optare per una lavastoviglie ad incasso, allora bisogna prendere in considerazione l’aspetto che le misure dovranno essere leggermente inferiori. Per le lavastoviglie a libera installazione, invece, le misure risultano più grandi rispetto ai modelli standard. Ovviamente potete scegliere pure un modello compatto e finalizzato al lavaggio di pochi coperti. A voi la scelta!

La lavastoviglie, che può essere per 4-6-9-12-15 coperti, va scelta in base al numero di persone che vivono in casa. Inoltre un altro suggerimento importante prima dell’acquisto riguarda le opzioni di risparmio energetico. Chi ha la possibilità di spendere qualcosina in più, può puntare su qualche modello nuovo e più tecnologico. Ci sono articoli con sensori elettronici che permettono di programmare in maniera automatica i diversi carichi.

Cosa bisogna controllare sulla scheda tecnica ed informativa che accompagna la lavastoviglie nella confezione? Ci sono tutta una serie di importanti notizie da valutare. Il primo dato, che compare sulla scheda, è quello relativo al tipo di elettrodomestico. Può essere sia a libera installazione (freestanding) che ad incasso. La seconda informazione riguarderà i coperti che l’elettrodomestico può lavare. Si tratta, dunque, del quantitativo di piatti, bicchieri, pentole e posate che la lavastoviglie può “ospitare”.

Altro dato presente sulla scheda tecnica ed informativa della lavastoviglie è quella dei programmi. Ci sono modelli che hanno tantissimi programmi di lavaggio. Si arriva anche a 10. Altra informazione è quella dei consumi di energia: li ritroverete espressi in kW e vi dirà il consumo per i vari tipi di lavaggi. C’è poi l’informazione relativa al consumo di acqua che viene espresso in litri,

Come usarla nel modo giusto

Usare la lavastoviglie nel modo giusto significa assicurare a questo elettrodomestico una durata maggiore. Una volta terminato di pranzare o di cenare, è necessario togliere ogni tipo di residuo di cibo dalle stoviglie. Poi è il caso di sciacquare pentole, bicchieri, posate e piatti sotto l’acqua. Il terzo step è legato alla collocazione delle stoviglie nei cestelli e all’inserimento del detersivo nella vaschetta. Si sceglie il programma e si clicca sul pulsante dell’avvio dell’elettrodomestico. I modelli più moderni, dotati di sensori elettronici, fanno tutto da soli. Non sarà nemmeno il caso di scegliere il programma.

Ma c’è sempre qualcosa da controllare prima che la lavastoviglie entri in azione. Prima di tutto lo sguardo va sui bracci irroratori affinché possano muoversi in maniera libera. Qualora fossero bloccati, ci sarà una spia a segnalarlo. Stessa situazione se manca il sale o il brillantante nella lavastoviglie. Poi occhio anche al filtro che deve essere sempre pulito. Il lavaggio per il mezzo carico va effettuato soltanto quando la lavastoviglie non è piena ma non è comunque consigliato per una questione di risparmio energetico. Il nostro suggerimento è quello di utilizzare questo elettrodomestico solo quando la vasca è piena.

Detersivo e sale per lavastoviglie

I detersivi per le lavastoviglie possono essere di vario tipo e di diverse marche. Sul mercato si trovano sotto forma di pastiglia. Nella vaschetta poi sono consigliati per il lavaggio anche il sale e il brillantante. Ci sono anche formule di detersivi che prevedono al loro interno sapone, brillantante e sale. Insomma tutto in uno. Ci sono pure alcuni prodotti indicati per evitare che i bicchieri vengano opachi.

Perché il sale va messo nella lavastoviglie? E’ uno dei quesiti più ricorrenti quando si fanno i conti con questo elettrodomestico. Nessun segreto particolare. Il sale serve, in realtà, a contrastare la formazione di calcare in quanto riesce a rigenerare il decalcificatore della lavastoviglie e ad eliminare macchie ed aloni di colore bianco.

Le caratteristiche di un prodotto di qualità

Una lavastoviglie di qualità presenta una serie di importanti caratteristiche. Si tratta di aspetti che bisogna considerare prima dell’acquisto. Sicuramente i modelli migliori sono dotati di sensori elettronici e di programmazione automatica; hanno 10 programmi di lavaggio tra i quali scegliere; sono di tripla classe A e dunque garantiscono un notevole risparmio energetico; sono caratterizzati da sistemi di sicurezza per scongiurare surriscaldamento, perdita d’acqua e trabocco.

Problemi comuni: le possibili soluzioni

Possono insorgere dei problemi durante l’utilizzo di una lavastoviglie, ma niente paura. Sono tutti risolvibili. Talvolta dipende anche dal tipo di detersivo che abbiamo acquistato o dal tipo di acqua presente in zona. Vediamo insieme come affrontare qualche piccola difficoltà comune a chi utilizza in modo frequente questo elettrodomestico.

Quanti di voi almeno una volta nella vita vi siete ritrovati a fare i conti con i bicchieri opachi? Ebbene sì, capita. Solitamente questo fenomeno si verifiche in città in cui c’è acqua dura, ovvero dove calcio e magnesio tendono ad accumularsi fino a formare quella odiosa patina bianca sul vetro. In realtà l’acqua dura può anche causare problemi alla lavastoviglie. Talvolta solo il detersivo per lavastoviglie può non essere sufficiente ed è per questo che va aggiunto del sale che serve ad addolcire l’acqua e ad evitare la formazione di calcare.

A causare la corrosione del vetro e dunque la formazione di macchie opache sui bicchieri possono essere anche i lavaggi frequenti. Anche in questo caso vanno acquistati specifici prodotti che servono ad assicurare la giusta brillantezza alle stoviglie. Ora passiamo ad un secondo problema che pure si verifica spesso nelle case in cui si fa uso della lavastoviglie. A qualcuno è mai successo di utilizzare le posate e di ritrovarsi in bocca un retrogusto quasi salato? La risposta sarà affermativa se avete riempito un po’ troppo la vaschetta del sale. Il livello del sale va sempre controllato e bisogna comunque evitare di andare oltre. Nel caso succeda, provvedete a rimuovere la quantità in eccesso se non volete rovinarvi la cena.

Il tappo della vaschetta va inoltre avvitato per bene pure per evitare che magari possa aprirsi improvvisamente durante il lavaggio. Se dopo tutti questi accorgimenti vi rendete conto che le vostre posate presentano ancora un sapore strano, allora potrebbe esserci qualche problema nell’addolcitore. In questo caso occorre fermarsi e contattare un tecnico competente.

Se al termine del ciclo di lavaggio i piatti e le posate sono ancora sporchi, qualcosa è andato storto. Può capitare che le stoviglie siano state posizionate male nell’elettrodomestico e che dunque non siano scomparse le incrostazioni e le macchie. Piatti, bicchieri e pentole vanno collocati in modo giusto affinché l’acqua possa circolare per bene. Se mettiamo i piatti troppo vicini, rischiamo soltanto di sovraccaricare la lavastoviglie. Il risultato, inoltre, non sarà dei migliori.

Una volta disposte per bene le stoviglie, se il problema persiste, allora bisogna controllare il flusso d’acqua. Potrebbe anche capitare che i bracci irroratori siano bloccati da residui di cibo o sporcizia. Per liberare i vari fori possiamo utilizzare un alleato sempre presente in casa: lo stuzzicadenti. In ogni modo pulite sempre il filtro della lavastoviglie, altrimenti l’acqua sporca non andrà via. Importante, di tanto in tanto, un lavaggio a vuoto per liberare l’elettrodomestico da ogni forma di calcare e grasso che si accumulano con il passare del tempo. Più la lavastoviglie sarà pulita, più lo saranno i nostri piatti e i bicchieri.

Oltre all’odiosa patina bianca che si forma sui bicchieri di vetro, a volte si fanno i conti pure con le macchie sulle posate. A renderle più opache sono i cibi salati ma anche acidi. Come risolvere? Basta effettuare un prelavaggio veloce. Altro suggerimento utile è quello di non riempire più di tanto il cestello riservato alle posate. A volte pure l’urto tra posate, quando sono in acciaio inox o in argento, può favorire la loro ossidazione. Ci si ritroverà, dunque, con posate ruvide. Consigliato, in questo caso, l’uso del brillantante che viene in aiuto al classico detersivo.

E se la patina bianca oltre ai bicchieri, attacca pure i piatti? Odioso, vero? E’ proprio il caso di agire. Ancora una volta il dito va puntato contro l’acqua dura che è presente in alcune zone d’Italia. Il primo passo da fare è controllare il livello del sale, inserire il brillantante e affidarsi ad un buon detersivo per lavastoviglie. Il risultato vi stupirà!

Buon lavaggio a tutti!

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